Pini 2014

 

Il caso dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini


Il riuso dell’ex ospedale psichiatrico è oggi per lo più compiuto. La quasi totalità dei fabbricati che la chiusura del manicomio ha liberato sono oggi diversamente utilizzati. Un circolo ricreativo, un museo d’arte, una chiesa di rito copto e un centro di accoglienza per senza fissa dimora sono dislocati nel parco. Una serie di strutture pubbliche offrono servizi in campo sanitario tra cui un hospice per malati terminali. E ancora: un teatro che gode di fama crescente, un ristorante slow food e un ostello sono gestiti da una cooperativa, Olinda, che impiega per il 50% personale svantaggiato in progetti di economia ed inclusione sociale. Il grande parco alberato è sede di manifestazioni pubbliche di grande rilievo e del festival ‘Da vicino nessuno è normale’. Un’associazione coinvolge, nella coltivazione di aromi e di un numero crescente di orti comunitari, gli abitanti dei quartieri circostanti.


Queste attività connotano l’ex Paolo Pini come luogo di eccellenza e alla periferia della città producono effetti urbani in un sito un tempo emblema della segregazione nella città del novecento.


Le strutture e i servizi più ordinari costituiscono nell’insieme un sistema di rilievo locale per gli abitanti del nord Milano. L’elevata e straordinaria qualità ambientale del grande parco si combina con un sistema integrato di servizi – la cultura, il cibo, l’accoglienza, il lavoro – di rilievo metropolitano.


Nel panorama delle aree che nella Milano postindustriale sono state oggetto di dismissione, di profonde trasformazioni e di rifunzionalizzazione, l’ambito dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini emerge come un caso del tutto eccezionale. Una sorta di grande progetto urbano de facto, in cui, in modo incrementale e in assenza di un progetto conclamato, si sono ridisegnati funzionamenti e usi di una grande porzione di città.


L’amministrazione comunale, dopo avere confermato il vincolo di destinazione d’uso a servizi alla persona, ha candidato l’ambito a vincolo di tutela per ‘aree ad intensa sensibilità paesaggistica’.


Un passo importante per ribadire l’uso pubblico e l’integrità di questo importante ambito urbano. Molto però resta ancora da fare.




Progetti urbani sotto osservazione. Pratiche ed esperienze nel contesto italiano


Una ricerca commissionata da Plan Urbanisme Construction Architecture, Ministère de l’Egalité des Territoires et du Logement, Ministère de l’Ecologie, du Développement durable et de l’Energie, Paris.

DAStU, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano


Responsabili

Massimo Bricocoli, Paola Savoldi

Ricerca fotografica

Giovanni Hänninen

Autori del caso di studio:

Massimo Bricocoli, Alessandro Coppola


Serie di 35 immagini
Tiratura limitata
Stampate su carta cotone Hahnemühle
Dimensioni 56×37 cm


Mostra/Exhibition

Triennale di Milano

16 Luglio – 31 Agosto 2014