Manifattura Tabacchi, Bologna


FUMUS LOCI


Bologna, 7:40 AM.


La Manifattura Tabacchi si ferma. E fra le sue mura il tempo si blocca. Le foglie di tabacco non vengono più tostate né triturate né profumate. Le cartine non si arrotolano più su se stesse. Al fumo delle sigarette si sostituisce la polvere che inizia a ricoprire i pavimenti, i mobili, gli utensili che per decenni sono stati vissuti da centinaia di lavoratori.


Residui, tracce, suggestioni di un passato di uomini e del loro lavoro. Fumus loci, parvenze di luogo, che la macchina fotografica cerca di catturare. Un fumo metaforico, ma anche reale – non aggiunto in postproduzione – invade i luoghi della ex Manifattura Tabacchi.


Gli ambienti sono permeati di un’immutata operosità. Nelle immagini la presenza umana è ancora tangibile nei pochi oggetti rimasti dal passato, nei cartelli che non si rivolgono più a nessuno, nelle sedie lasciate vuote. L’assenza di persone racconta non solo il passato di questo luogo, ma anche il presente.


Uomini invisibili vivono nascosti nei meandri di questi edifici e lavorano anche loro in una catena di montaggio. O meglio di ‘smontaggio’.  Non si vedono, ma il loro lavoro lascia segni forti. Fili elettrici sezionati, macchinari smembrati, impianti svuotati sono testimonianze della loro silenziosa e operosa presenza. Questi nuovi pirati che, all’arrembaggio di spazi alla deriva, ridanno vita e valore a pezzi e materiali, rimasti lì, dimenticati.


La rinascita di questo luogo inizia, così, da un riciclo di materiali effettuato da ecologisti involontari. Le imponenti strutture, rimangono intatte e osservano, pazienti, lo smembramento di ciò che non serve più. I cieli di Nervi, dall’alto, fissano il vuoto sotto di loro e attendono. L’assenza umana ha ancora molto da dire. Fa promesse a chi vorrà riempire questi silenziosi spazi con il rumore dei propri progetti, delle proprie idee e, ancora una volta, del proprio lavoro. Le storie cambiano, ma si ripetono. I luoghi rimangono lì, sotto alla polvere del tempo, a raccontarlo.


“But now it’s done, it’s over, we’ve had our chance. There was even, for a

second, hope of resurrection, or almost, Mein junges Leben hat ein End.

We must collect our thoughts, for the unexpected is always upon us,

in our rooms, in the street, at the door, on a stage.”


Luciano Berio, Sinfonia, III movimento.

Manifattura Tabacchi | Istituto Beni Culturali Regione Emilia Ro- magna | Bologna