Le impronte del lavoro


L’area di Milano compresa fra via Savona e via Tortona, una piccola ogiva conficcata fra il Naviglio Grande e via Lorenteggio, esprime due dei principi fondanti di questa città. Il lavoro e la trasformazione. Milano è una città che si è presa carico di esprimere appieno il primo articolo della Costituzione di un intero Paese (“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”). Per farlo ha sempre inseguito il nuovo, esplorato l’inesplorato. Milano non si è mai risparmiata. Ha rischiato e, a volte, si è fatta male, ma non si è mai arresa. Nella riservatezza dei suoi cortili, oltre le strade, protetti dalle case che la sera li ospiteranno, i milanesi continuano a lavorare, a creare, a sorprendere se stessi e il mondo.
 

Nel quartiere Savona-Tortona c’è tutto questo. Zona agricola fino a metà Ottocento, quando i Navigli scorrevano ancora in tutto il tessuto urbano milanese. Zona industriale dall’inizio del Novecento, prima che in tutto il resto d’Italia. Zona in progressivo abbandono dagli anni settanta quando la crisi dei sistemi produttivi e deficit energetico avevano decretato la fine del boom italiano. Zona culturale e nuovo centro economico da quindici anni a questa parte. Dopo che showroom, laboratori di fotografi, designer, stilisti e artisti ne hanno cambiato il volto, dando all’area una nuova identità. Un quartiere emblema di Milano, che è cambiato di continuo, mantenendo dentro di sé l’impronta del lavoro.

Mostra/Exhibition

Collezionate il Futuro / dieci artisti per Connecting Cultures, dal 01 al 11 Dicembre 2014 - Area 35, via Vigevano 35 – Milano